Monthly Archives: aprile 2014

Loro vogliono i seggi. Ma noi scendiamo dai seggioloni.

o’ pappice dicette di Emanuela Marmo

        

Un’amica di Torino mi ha inviato foto scattate a Salerno questo Natale, seguite da una valanga di emoticon ridanciani: la strada è pulita, il caos delle macchine è allegro, tutto luccica! Sopra le teste collane di luci colorate: che giocattolo prezioso (costoso)! Bello!

La “fiducia” degli itagliani

L’ottimismo, di berlusconiana memoria, corre sul filo della non rivoluzione di Renzi, accompagnato dalla grancassa di quelle agenzie di rating, che appena pochi mesi fa abbiamo denunciato come speculatrici, e di quell’Istat, che snocciola dati un giorno si e l’altro pure, tutti coerentemente in contrasto tra loro…a dimostrazione che riguardo all’incapacità siamo maestri da sempre…anche statisticamente parlando.

Cos’è il denaro? – L’isola delle monete di pietra (di Franco Bollo)

L’isola di Yap nel Pacifico era, agli inizi del XX secolo, uno dei luoghi abitati più remoti e inaccessibili della Terra.

25 Aprile 2014: in ricordo di quei valori persi?

Anniversario della liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, come ogni anno scendiamo nelle piazze cantando i cori dei partigiani e di quei cittadini che sacrificarono la loro vita per rendere l’Italia un paese libero e giusto, in cui tutti avessero le stesse possibilità, tutti fossero liberi di esprimere le proprie idee, di avere un lavoro dignitoso, una vita che valesse la pena di essere vissuta, una casa.

Quel pastrocchio sul lavoro, quando il lavoro non c’è più

La scusa è sempre la stessa, la stessa che mosse il governo Prodi, con il ministro Treu, ad introdurre quella precarietà che avrebbe dovuto “rilanciare l’occupazione”, “dare opportunità ai nostri giovani”, “integrare studi e formazione professionale”, “rendere il mondo del lavoro aperto all’ingresso delle nuove generazioni”…perché il “posto fisso” è monotono…dixit Monti, da cent’anni a pappare sulle nostre spalle senza indovinare un provvedimento che sia uno, e bisogna abituarsi a cambiare lavoro continuamente per quella crescita professionale che farebbe, dell’italiano, una specie di factotum capace di affrontare qualsiasi mansione, qualsiasi lavoro…una specie di macchina da adattare ad ogni evenienza.

QUEL RISCHIO SUI DEPOSITI ( di Eugenio Benetazzo ) By ( Franco Bollo )

Tempi sempre più duri per gli istituti bancari ormai colpiti da processi di deterioramento della qualità del credito che sembrano inarrestabili.

Specchietti per gli allocchi

80 euro in più a chi lavora a fronte di 1milione di famiglie povere, a circa 4 milioni di cittadini senza la possibilità di “mettere il piatto a tavola”, ad una cassa integrazione che batte record su record, ad un tasso di disoccupazione, rilevato dall’Istat, molto più basso del reale, ad una marea di anziani pensionati, di disabili, senza aiuto, senza assistenza né sanitaria né economica.

W la mafia!

Un Parlamento festante ha accolto l’approvazione della legge sul voto di scambio, che diminuisce le pene sino a soli 2-3 anni di carcere, prevedendo la possibilità di essere giudicati con il “rito abbreviato”.

Finalmente una legge che fa chiarezza, basta con il nascondere telefonate e registrazioni, basta con il contestare magistrati che indagano sui rapporti Stato-mafia…meglio sancirli, definirli…democraticamente parlando…con una legge ad hoc !

Spettacolo italiano

A volte, non sempre…precisiamo, per una specie di dovuta difesa della mia mente, ascolto trasmissioni, come Ballarò,

Ladri Costituenti

Appena la sera prima dell’affidamento di Berlusconi ai servizi sociali, decisione che permetterà al pluri-inquisito di fare campagna elettorale come un qualsiasi cittadino incensurato, Renzi lo incontrava in quel di Roma…argomento?…le riforme istituzionali !